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Terremoto 2016. “Lorenzo Attili: racconto in foto i dieci anni dal sisma della gente di Norcia”

Il 28enne fotografo nursino spiega perché è rientrato in paese e documenta il territorio con una mostra nel Palazzo comunale e un catalogo

Terremoto 2016. “Lorenzo Attili: racconto in foto i dieci anni dal sisma della gente di Norcia”
Il fotografo Lorenzo Attili in un reportage nella chiesa di Sant’Andrea di Campi Alto, frazione di Norcia. Fonte: Lorenzo Attili
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Stefano Miliani Modifica articolo

18 Agosto 2026 - 22.42


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Memoria, rinascita, la fierezza di chi resta nonostante le difficoltà enormi e una ricostruzione, a dieci anni dal terremoto del centro Italia, avviata eppure lontana dall’essere conclusa. Fino al 30 ottobre (il giorno della scossa che più squassò Norcia e la Valnerina) una mostra del fotografo Lorenzo Attili nella sala del Consiglio maggiore del Palazzo comunale della cittadina umbra, restaurato e riaperto nella primavera 2026, racconta con occhio partecipe i luoghi, i mestieri, le persone, le comunità. L’esposizione si intitola “Trettechènno”, che in dialetto nursino vuol dire “tremare scuotersi vibrare” rimandando alle sensazioni del sisma e alla volontà di reagire e rinascere; a ingresso libero, raccoglie 36 scatti mentre il catalogo ne comprende 50.

Attili, 28 anni, dopo vari passaggi è tornato nella sua Norcia, dove la famiglia abita in una casetta “Sae”, le abitazioni prefabbricate di emergenza, in attesa di rientrare nella propria casa, e dove va il fine settimana perché vive nel capoluogo umbro per ragioni professionali. Tra le esperienze fotografiche il sito della mostra riporta un workshop con il fotoreporter di fama planetaria Steve McCurry e cita Aleandro Scaramucci, Enrico Valentini, Erik Messori (cofondatore dell’organizzazione non profit di Vicenza Collettivo Capta).

 Foto esposta nella mostra di Lorenzo Attili nel Palazzo comunale di Norcia “Trettechènno”i

Attili, come è diventato fotografo professionista?
Da adolescente mio padre mi regalò una macchina fotografica e da lì è maturata la passione. Dopo il 30 ottobre 2016 scattai fotografie in giro per Norcia che furono utilizzate in una pubblicazione di testimonianze promossa dal mio ex docente di religione. Mi sono laureato in Scienze dei servizi giuridici all’università di Perugia, sono stato un anno a Manchester per allargare la mente e affinare l’inglese, ho lavorato prima per un’agenzia di comunicazione a Perugia e poi una a Padova che ha anche clienti internazionali: eravamo una settantina e lì ho avuto la spinta definitiva per spostarmi sulla fotografia.

Come nasce la mostra “Trettechènno”?
A un workshop ho conosciuto il fotogiornalista Erik Messori. Gli ho detto che mi sarebbe piaciuto raccontare il territorio nei dieci anni dal sisma e lui mi ha sostenuto. Fondamentalmente ci siamo chiesti cosa fosse cambiato dal 2016: non tanto dal punto di vista della ricostruzione materiale, quanto nell’animo delle persone che hanno deciso di rimanere, nelle tradizioni, nei mestieri.

Foto esposta nella mostra di Lorenzo Attili nel Palazzo comunale di Norcia “Trettechènno”

Ottima domanda. Dalle foto quale risposta emerge?
In realtà mi piacerebbe lasciarla un po’ intendere. Il senso del progetto è anche lasciare l’interpretazione a chi guarda.

Ma come vede la situazione?
Ci sono difficoltà oggettive, però sono tornato.

Perché una persona giovane possa restare servono prospettive di lavoro e più paesi nel cuore umbro-marchigiano del “Cratere” del sisma 2016 non forniscono molte occasioni. Norcia e dintorni ne offrono?
Dipende dal lavoro che uno vuole fare. Per me, che lavoro in un’agenzia di comunicazione, spostarsi è obbligatorio, però alla fine penso che si possa lavorare un po’ dappertutto: serve una connessione buona. Credo che si possa lavorare a Norcia e investirci. Anche per la bellezza del territorio: quando lo guardi dopo esserti allontanato lo capisci con occhi diversi.

Foto scattata da Lorenzo Attili nella chiesa di Sant’Andrea di Campi Alto ed esposta nella sua mostra nel Palazzo comunale di Norcia “Trettechènno”

Nel suo caso parliamo di fotogiornalismo, non foto d’invenzione.
Esatto: reportage, momenti di vita quotidiana.

Mette in posa le persone quando le ritrae? O le coglie a loro insaputa?
Ho portato avanti questo progetto senza voler alterare la realtà. Magari ho passato più giorni insieme alle persone, ho seguito i loro orari. In un’azienda agricola di pastori andavo su la mattina presto quando si alzano e tornavo a casa la notte dopo che avevano finito di fare il formaggio.

Foto esposta nella mostra di Lorenzo Attili nel Palazzo comunale di Norcia “Trettechènno”

Ha qualche fotografa o fotografo che la ispira o con cui si sente affine?
Messori mi ha dato consigli per il progetto, come in un percorso di formazione. In generale non ho un modello: penso sia necessario osservare un po’ tutto, anche diversi generi.

A “Trettechènno” espone scatti a colori. Non impiega il bianco e nero?
Uso entrambi. Faccio anche fotografia analogica e lì tendo ad apprezzare di più il bianco e il nero perché per me è un po’ più estetico. La fotografia in bianco e nero ha un linguaggio, quella a colori un altro, dipende da cosa vuoi trasmettere.

Foto esposta nella mostra di Lorenzo Attili nel Palazzo comunale di Norcia “Trettechènno”

Un episodio che le sembra significativo, non necessariamente riferito a una foto esposta?
Più che un episodio per me conta un aspetto. Quando mi sono approcciato alla fotografia analogica sono andato da un vecchio fotografo di Norcia che conoscevamo di famiglia, Aleandro Scaramucci: è nata un’amicizia e tra le tante motivazioni di questo mio lavoro c’è anche la voglia di raccontare il territorio come lo raccontava lui. La sua attività è chiusa e gli chiesi se potevo utilizzarne il nome: ne è stato contento tant’è che il progetto esce con il logo Studio 27 che era la sua vecchia attività. In futuro mi piacerebbe riportarla in vita legandola alla valorizzazione del territorio attraverso la fotografia.

Lorenzo Attili durante un fotoreportage nella Valnerina terremotata. Fonte: Lorenzo Attili

Clicca qui per il sito della mostra “Trettechènno”
https://trettechenno.studioventisette.org/trettech%C3%A8nno

Il reportage del 2025. Terremoto 2016: Norcia gioisce per la Basilica ricostruita, il turismo c’è ma così preoccupa
https://giornaledellospettacolo.globalist.ch/saperi/2025/10/22/terremoto-2016-norcia-gioisce-per-la-basilica-ricostruita-il-turismo-ce-ma-cosi-preoccupa/

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