Raccontare le stragi fasciste a Predappio, città civile dove nacque Mussolini

Lo spettacolo“Come il fascismo è sopravvissuto al fascismo” di Gianni Cipriani arriva venerdì 17 al Teatro comunale della cittadina dove, ogni anno, accorrono fascisti per inneggiare al duce

Raccontare le stragi fasciste a Predappio, città civile dove nacque Mussolini
La tomba del dittatore Mussolini nel cimitero di Predappio. Fonte: Wikimedia commons
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Stefano Miliani Modifica articolo

16 Aprile 2026 - 02.02


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Nel 1883 a Dovia di Predappio nacque il futuro dittatore Benito Mussolini. Nella piazza per poi andare in corteo nella cripta di famiglia nel cimitero si danno convegno ogni ottobre nugoli di fascisti, in camicia nera, che odiano la democrazia e agognano tanto il ripristino della della dittatura. Portare in questa cittadina al Teatro comunale la pièce “Come il fascismo è sopravvissuto al fascismo”, che con prove documentali ricostruisce i legami che portano dalla strage nazifascista delle Fosse ardeatine a Roma nel 1943 alla strage neofascista alla stazione di Bologna nel 1982 passando per quella di piazza Fontana a Milano del 1969, significa infilarsi nella bocca del lupo? Non esageriamo, Predappio è una città civile, democratica.
Lo spettacolo si tiene la sera di questo venerdì 17 aprile. Resta incontestabile che rappresentare una storia mai conclusa e con troppe ombre nel luogo dove nacque il dittatore e dove vanno suoi proseliti ha un significato politico e civile preciso, inequivocabile e positivo.

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“Come il fascismo è sopravvissuto al fascismo” è un testo scritto dal fondatore del portale globalist.it Gianni Cipriani, solidamente poggiato su documenti, testimonianze e prove processuali,. La voce recitante è dell’attore Anacleto Lauri, l’autore intreccia i vari passaggi, suo figlio Luca Cipriani ha composto ed esegue dal vivo le musiche. Chiuderà la serata l’assessore regionale alla Cultura, parchi e forestazione, alle Pari opportunità Gessica Allegni: la sala, costruita negli anni ’30 del secolo scorso, fa parte del ricco circuito della Regione EmiliaRomagnacultura/Spettacolo.

A questo indirizzo web trovate l’articolo di presentazione di “Come il fascismo è sopravvissuto al fascismo”
https://giornaledellospettacolo.globalist.ch/teatro/2025/10/21/dalle-fosse-ardeatine-un-filo-nero-porta-alla-strage-di-bologna-in-scena-una-storia-vera/

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Gianni Cipriani e Anacleto Lauri nelle prove di “Come il fascismo è sopravvissuto al fascismo”

La pièce ha debuttato a Forlimpopoli nell’autunno scorso e, come si diceva, si regge su una documentazione inattaccabile. D’altro canto l’autore ha condotto fiori di inchieste su terrorismo e neofascismo quando lavorava al quotidiano l’Unità e sa di quale mondo parla. Si diceva però che portare questa storia nel paese romagnolo nella provincia di Forlì e Cesena ha un peso speciale. E non dipende da fattori architettonici dacché il paese a valle, a differenza da Predappio alta, fu modificato drasticamente negli anni ’20 e ’30 per volere del duce.

Raccontare qui stragi, fatti e misfatti dei fascisti, o neofascisti, che nel dopoguerra hanno tramato e hanno tenuto quel filo con il dittatore rafforza la battaglia, mai finita, della democrazia contro chi vuole la dittatura. A ottobre, quando il 10 ricorre la nefasta marcia su Roma del 1922, accorrono su queste dolci colline torme di neofascisti. Camicie nere, fez in testa, bandiere, stendardi abbondano. Come viene ricordato in più occasioni, se i neofascisti sono liberi cittadini lo devono a quella democrazia che tanto avversano e a quei partigiani che, con le forze alleate, nel 1945 sconfissero i nazisti, l’esercito tedesco e i repubblichini di Salò e i loro capi, Mussolini in testa.

Il cimitero di Predappio. Fonte Wikipedia

L’anno scorso non sono mancati i saluti fascisti, vietati, come raccontava Fanpage.it. Nel 2022, riferiva il 20 ottobre online il quotidiano La Stampa, il corteo ha gridato più volte “All’armi siamo fascisti”. E riportiamo un estratto dalla cronaca online di SkyTg24 sul corteo che dalla piazza centrale andava al cimitero, con la presenza della pronipote Orsola Mussolini, perché rende efficacemente l’idea del clima: “Dal palchetto allestito sulle scale del cimitero Mirco Santarelli degli Arditi ha chiesto di mettersi una mano sul cuore invece che fare il saluto romano per commemorare Il Duce, per non rischiare una denuncia di apologia di fascismo. Tuttavia il consiglio non è stato rispettato da tutti visto che in molti hanno alzato il braccio, in attesa di entrare nella cripta”. Tra camicie nere e bambini con il fez, si vendevano gadget e magliette con Mussolini.

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Se quei fascisti possono eleggere Predappio a simbolo della nascita del fascismo, Predappio è invece una città libera, democratica, non è fascista, è al contrario viva e ben determinata a difendere i valori democratici (quei valori che permettono ai fascisti di sfilare). Lo dimostra l’ampio ventaglio di forze che organizza l’appuntamento su crimini del fascismo di cui i più di noi sanno poco o non ricordano più perché sembrano il passato.
Come riporta il sito ForlìToday, hanno predisposto la serata al Teatro comunale queste formazioni: Predappio futura, Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra, Anpi, Libera, Associazione Barcobaleno, Amici casa di Tavolicci, Associazione Luciano Lama, Mani rosse antirazziste.

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