Fernanda Wittgens è stata una critica d’arte, storica e museologa italiana. Ma definirla soltanto attraverso le sue professioni sarebbe riduttivo. È stata la prima donna italiana a dirigere una grande pinacoteca, ha rischiato la vita per mettere in salvo i capolavori di Brera durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e ha aiutato perseguitati politici e famiglie ebree a fuggire.
Pagò con il carcere il suo antifascismo, e dopo la Liberazione, quando della Pinacoteca restavano soprattutto macerie, Wittgens si dedicò alla sua ricostruzione, per farne un luogo accessibile a tutti, anticipando così un’idea di istituzione culturale moderna e viva. Nonostante questo, dopo la sua morte la sua figura è rimasta per lungo tempo ai margini della memoria.
È proprio da questa donna, e dalle tracce che ha lasciato, che parte Anatomia di un ritratto, il film documentario diretto da Francesco Clerici e Mattia Colombo. La pellicola, prodotta da Rossofilm e coprodotto da Luce Cinecittà, Rough Cat, RSI Radiotelevisione svizzera e Lab 80 Film, nasce da un soggetto di Eleonora Mazzoni e Laura Sudiro ed è scritto dai due registi insieme a Giulia Cosentino, Eleonora Mazzoni e Laura Sudiro.
Sara Drago interpreterà Fernanda Wittgens, in un viaggio attraverso le tracce e le testimonianze che ne hanno conservato la memoria, come alcune fotografie, un frammento di filmato di cinque secondi e le sue lettere.
Questo film nasce da un obiettivo preciso: ricordare chi era Fernanda Wittgens. Una figura che appartiene alla storia, ma la cui vicenda sembra parlare ancora al presente. Sono gli stessi autori a sottolinearlo: «In un momento storico segnato dal riemergere dei nazionalismi e dalla persistenza del patriarcato, la sua storia ci è apparsa di straordinaria attualità».
Anatomia di un ritratto sarà presentato alle Giornate degli Autori di Venezia, nel corso dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, con un doppio appuntamento il 4 e il 5 settembre.
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