I Brueghel: le origini dei generi pittorici in Europa

Dal 29 settembre il Palazzo Reale di Milano ripercorre attraverso le opere della dinastia Brueghel la nascita e l'evoluzione dei principali generi della pittura europea.

I Brueghel: le origini dei generi pittorici in Europa
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27 Agosto 2026 - 21.48 Culture


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Dal 29 settembre a Palazzo Reale arriverà una famiglia che, generazione dopo generazione, ha contribuito a cambiare il modo in cui la pittura europea guardava al mondo. Paesaggi innevati, scene di vita contadina, battaglie, fiori: soggetti che oggi riconosciamo immediatamente, ma che tra Cinquecento e Seicento stavano ancora trovando un proprio spazio e una propria identità.

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È questo il percorso della mostra I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, la prima grande esposizione italiana dedicata alla dinastia fiamminga, in programma a Milano dal 29 settembre al 31 gennaio. Circa ottanta opere, tra dipinti, stampe e disegni, riuniscono Pieter Bruegel il Vecchio, Pieter Bruegel il Giovane e Jan Bruegel il Vecchio, mostrando come il lavoro di una generazione abbia trovato continuità, ma anche nuove direzioni, in quella successiva.

La storia dei Brueghel si sviluppa in un’Europa in movimento. Persone, idee e immagini iniziano a circolare con maggiore facilità e cresce la curiosità verso ciò che si trova oltre i confini conosciuti. È il contesto che Bernard Aikema, ideatore della mostra, definisce “largo Cinquecento”: un periodo che dalla seconda metà del Quattrocento arriva fino ai primi decenni del Seicento e che non può essere letto soltanto attraverso il Rinascimento italiano.

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È anche in questo momento che la pittura comincia ad aprirsi a soggetti diversi. Il paesaggio, la vita quotidiana, i fiori e le scene di battaglia acquistano progressivamente maggiore autonomia. Quello che prima poteva essere un elemento all’interno di una composizione può diventare il soggetto principale del dipinto.

Pieter Bruegel il Vecchio si trova nel pieno di questa trasformazione. Nei suoi paesaggi e nelle scene di vita quotidiana porta l’attenzione su una realtà che fino ad allora aveva avuto un ruolo meno centrale nella pittura. Anche le stampe hanno un peso importante nella sua attività e nella diffusione delle sue immagini. Nei suoi disegni emerge inoltre il confronto con l’arte italiana, dai lavori di Domenico Campagnola al modello di Tiziano.

Con Jan Bruegel il Vecchio la ricerca prosegue lungo questa strada. Paesaggio, pittura di genere, ritratto e natura morta diventano ambiti sempre più riconoscibili, fino a permettere agli artisti di concentrarsi su un determinato genere. È uno dei passaggi che porteranno alla specializzazione della pittura europea.

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A Palazzo Reale questo percorso sarà raccontato attraverso opere provenienti da diverse collezioni europee. Tra queste una natura morta di fiori della Pinacoteca Ambrosiana, una grande Battaglia di Jan Bruegel proveniente dal KMSKA di Anversa e il Paesaggio con il giovane Tobia della Collezione Liechtenstein di Vienna. In mostra anche Il Trionfo della morte, realizzato dal figlio di Jan Bruegel, con il suo esercito di scheletri che entra nel mondo dei vivi.

Il rapporto con l’Italia è un altro elemento del percorso. La mostra mette infatti in relazione la pittura dei Brueghel con quella della dinastia dei Bassano. Jacopo Bassano e i suoi figli, a partire dagli anni Sessanta e Settanta del Cinquecento, sviluppano una pittura popolata da piccole figure immerse nei paesaggi collinari, mostrando punti di contatto con le novità introdotte dai Bruegel.

È attraverso questi rapporti che emerge il peso della loro ricerca. I Brueghel osservano, riprendono e trasformano ciò che incontrano, contribuendo a dare forma a nuovi modi di dipingere. Il paesaggio può diventare protagonista, così come una scena di vita quotidiana o un mazzo di fiori.

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La mostra di Palazzo Reale racconta quindi una famiglia, ma anche una fase della pittura europea in cui gli artisti iniziano a guardare il mondo da prospettive sempre più diverse. Ed è proprio da quella moltiplicazione di sguardi che prenderanno forma alcuni dei generi che ancora oggi riconosciamo nella pittura europea.

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