di Francesco Frati
Se l’eliminazione di Jannik Sinner ha inevitabilmente lasciato un vuoto nel tabellone del Roland Garros, la giornata di oggi ha ricordato a tutti quanto il tennis italiano sia ricco di talento e profondità. Flavio Cobolli ha conquistato la semifinale del torneo di singolare superando Felix Auger-Aliassime, mentre Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno raggiunto la semifinale del doppio al termine di una battaglia emozionante. Due successi diversi, ma accomunati da un messaggio chiaro: il movimento azzurro è vivo e competitivo anche oltre il suo numero uno.
Sul Philippe-Chatrier, Cobolli ha firmato una delle vittorie più importanti della sua carriera battendo il canadese Felix Auger-Aliassime in quattro set con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-4, 6-4. Dopo un avvio complicato, condizionato anche dal vento che ha reso difficile trovare continuità negli scambi, il romano ha saputo adattarsi meglio alle condizioni e prendere progressivamente il controllo della partita.
Perso il primo parziale, Cobolli non si è disunito. Nel secondo set ha recuperato uno svantaggio iniziale, aumentando l’intensità da fondo campo e mettendo sempre più pressione al canadese. Da quel momento il match ha cambiato direzione: l’azzurro ha giocato con personalità, mostrando grande solidità nei momenti decisivi e chiudendo la sfida in quattro set dopo oltre tre ore di battaglia. Per lui si tratta della prima semifinale Slam della carriera, un risultato che certifica la sua definitiva consacrazione tra i protagonisti del circuito internazionale.
A completare la grande giornata azzurra per quanto riguarda il singolare è arrivato anche il derby tutto italiano tra Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, vinto da quest’ultimo a causa del ritiro di Berrettini, per un problema a una gamba, dopo il primo set terminato 5-7 a favore di Arnaldi. Resta tanta amarezza per Berrettini, protagonista dell’ennesimo stop in una stagione segnata da problemi fisici e contrattempi. Dopo aver ritrovato buone sensazioni nelle ultime settimane, il romano sembrava finalmente pronto a rilanciarsi ad alti livelli, ma ancora una volta la continuità gli è stata negata da una condizione non ottimale. Una sfortuna che continua ad accompagnare uno dei talenti più importanti del tennis italiano degli ultimi anni e che rende ancora più difficile il suo percorso di ritorno ai vertici del circuito.
Poche ore prima erano arrivati sorrisi anche dal torneo di doppio. Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno conquistato la semifinale del Roland Garros superando Petr Nouza e Neil Oberleitner in una partita ricca di emozioni, chiusa con il punteggio di 6-7, 6-1, 7-6.
Dopo aver ceduto un primo set molto equilibrato, la coppia azzurra ha reagito con autorità dominando il secondo parziale. Il terzo set si è trasformato in una lunga battaglia nervosa, decisa soltanto al super tie-break. Proprio nel momento più delicato, Bolelli e Vavassori hanno dimostrato tutta la loro esperienza, annullando due match point e trovando la lucidità necessaria per chiudere una sfida che sembrava poter sfuggire di mano.
Il successo conferma ancora una volta il valore di una delle migliori coppie del circuito, protagonista negli ultimi anni di una crescita costante e ormai presenza fissa nelle fasi finali dei più importanti tornei internazionali.
Le vittorie di Cobolli, Arnaldi, Bolelli e Vavassori arrivano nel momento in cui l’attenzione mediatica è inevitabilmente concentrata sull’uscita di scena di Sinner. Eppure il Roland Garros sta raccontando anche un’altra storia: quella di un movimento che non dipende da un solo campione. Dietro al numero uno del mondo c’è una generazione di giocatori capace di ottenere risultati importanti sia in singolare sia in doppio, confermando il lavoro svolto negli ultimi anni dalla scuola italiana.
Jannik resta il punto di riferimento e il leader tecnico del tennis azzurro, ma le imprese degli altri azzurri dimostrano che il futuro è in buone mani. Anche senza il suo campione più atteso, l’Italia continua a essere protagonista a Parigi e a sognare in grande.
