Gli Ottanta anni del Premio Strega celebrati a Roma

L'esposizione mette in scena il prestigioso premio italiano che ha fatto la storia della letteratura del Novecento. Sarà visitabile dal 29 aprile al 30 agosto a Roma.

Gli Ottanta anni del Premio Strega celebrati a Roma
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29 Aprile 2026 - 12.17 Culture


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Il Premio Strega si racconta: i suoi ottant’anni di storia diventano una mostra al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO). Il percorso espositivo della mostra si sviluppa come una ricca galleria fotografica che accompagna il visitatore anno dopo anno, attraversando le tappe fondamentali del Premio Strega. Le immagini raccontano i protagonisti, i momenti simbolici e gli episodi che hanno reso questo riconoscimento il più prestigioso in Italia. Accanto a esse prende forma una sorta di “biblioteca ideale”, che raccoglie le prime edizioni dei romanzi vincitori: dal celebre Tempo di uccidere di Ennio Flaiano, premiato nel 1947, fino a L’Anniversario di Andrea Bajani, vincitore dell’edizione 2025.

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In occasione dell’ottantesima edizione del premio, la mostra intitolata Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega è visitabile dal 29 aprile al 30 agosto. Curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, e realizzata con il contributo di realtà come BPER Banca, Persol e Camera Nazionale della Moda Italiana, l’esposizione propone anche una suggestiva “stanza centrale”. Questo spazio rievoca l’atmosfera intima e conviviale del salotto di Casa Bellonci, luogo storico degli incontri degli “Amici della Domenica”, cuore originario del premio. Il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, sottolinea come l’esposizione rappresenti “un modo per ripercorrere, attraverso lo sguardo di un premio letterario e dei libri che ha valorizzato, la storia del Paese”. La mostra ricostruisce quell’ambiente domestico e culturale attraverso oggetti, opere e materiali d’epoca: video, la celebre lavagna su cui ancora oggi vengono annotati i titoli finalisti, l’urna utilizzata per le votazioni e il documento che sancisce la nascita degli Amici della Domenica. Elementi che restituiscono la dimensione al tempo stesso privata e collettiva del premio.

Come evidenzia Petrocchi, l’esposizione mette in luce la complessità e il valore storico del Premio Strega, capace di raccontare l’Italia contemporanea e di contribuire alla definizione di un primo canone della letteratura del Novecento. Non a caso, nel corso degli anni, il premio ha individuato opere destinate a diventare classici, come Il Gattopardo, Lessico famigliare e Il nome della Rosa. Un altro aspetto centrale riguarda le origini del premio, profondamente legate al clima culturale del dopoguerra. Nato insieme all’Italia repubblicana e ispirato, nella sua struttura partecipativa, al referendum del 2 giugno 1946, il Premio Strega si distingue per il coinvolgimento di una vasta comunità di lettori, non solo specialisti ma anche appassionati. Un modello che riflette la vitalità dei salotti letterari romani dell’epoca, veri centri di elaborazione culturale, in dialogo con l’editoria milanese e le riviste fiorentine. L’allestimento, firmato dallo studio Supervoid con il progetto grafico di Caneva-Nishimoto, guida il visitatore attraverso diversi livelli di lettura. Oltre mille volumi, selezionati dal 1947 a oggi, sono disposti in ordine cronologico, offrendo una narrazione parallela fatta di libri, autori, dibattiti, polemiche e rappresentazioni mediatiche che hanno accompagnato le settantanove edizioni del premio. Come sottolinea la curatrice Frisa, la mostra riesce a tenere insieme due anime complementari: da un lato la dimensione pubblica e mondana del Premio Strega, dall’altro quella più raccolta e familiare del salotto di Casa Bellonci, restituendo così tutta la ricchezza di una tradizione culturale che continua a evolversi.

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