Una nuova flotilla di 'Primavera' per Gaza

A sette mesi dal cessate il fuoco nella Striscia si muore ancora. E per questo che ieri, all'indomani del 25 aprile festa della liberazione, è partita da Augusta una nuova missione della Global Sumud Flotilla.

Una nuova flotilla di 'Primavera' per Gaza
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

27 Aprile 2026 - 16.24 Culture


ATF AMP

di Caterina Abate

Top Right AMP

Nella fondamentale necessità di riaccendere l’attenzione mediatica su Gaza è partita ieri una nuova Flotilla. E non è un caso che per salpare abbiano scelto proprio i giorni prossimi al 25 aprile, legando la missione umanitaria agli universali ideali di resistenza e libertà. A salpare da Augusta sono state 59 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, a cui si sono aggiunte l’Artic Sunrise, la rompighiaccio di Greenpeace che fungerà da supporto tecnico ed organizzativo, e Open Arms, l’ong catalana solitamente impegnata nel soccorso ai migranti. A queste, nelle tappe in Grecia e Turchia si aggiungeranno altre barche a vela, che andranno a costituire la più grande flotilla civile impegnata in una missione umanitaria. Perché se molte istituzioni mancano di esprimersi, la società civile ha il dovere di colmare quel vuoto.

L’intenzione della missione Spring 2026 (Primavera 2026), non si limita alla volontà di forzare il blocco navale, portando aiuti umanitari, ma ha soprattutto la volontà di condurre dentro la Striscia un capitale umano composta da ingegneri, medici, infermieri ed educatori, che siano di supporto ai gazawi nella ricostruzione. Nonostante il decantato cessate il fuoco, l’istituzione del Board of Peace dagli interessi meramente speculativi, sulla riviera di Gaza vi si continua a morire, mentre in Cisgiordania i coloni continuano impuniti a perpetrare violenze rosicchiando ogni giorno pezzi di terra e di libertà ai palestinesi. 

Dynamic 1 AMP

Oggi, con le azioni belliche israelo-statunitensi concentrate anche verso Libano e Iran lo scenario di guerra del Mediterraneo si è ampliato. Ciò potrebbe rendere la missione più rischiosa della precedente. Sette mesi fa il principale ostacolo della Flotilla era l’esercito israeliano, che nei fatti abbordò illegalmente le imbarcazioni, arrestandone gli attivisti. Nell’attuale situazione di instabilità internazionale, anche le forze Nato potrebbero rivelarsi potenzialmente ostili. “[…] i rischi ci sono, e lo sappiamo bene, ma siamo pronti ad affrontarli con coraggio e responsabilità” ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, che ha spiegato nei giorni precedenti alla partenza, come la missione avrà un piano operativo stringente, fatto di più tappe prima di giungere a Gaza, che serviranno a valutare volta per volta il rischio a cui la flotta umanitaria e i suoi attivisti potrebbe incorrere. Nelle intenzioni degli organizzatori l’arrivo sulle spiagge della Striscia dovrebbe essere previsto nelle prime settimane di maggio. 

FloorAD AMP
Exit mobile version