I disastri lasciati dietro dall’avanzare della frana di Niscemi continuano ad aumentare, e questa volta a essere minacciata è la biblioteca privata “Angelo Marsiano”, in bilico tra il marciapiedi e uno strapiombo di centinaia di metri. I 4.000 libri, documenti, mappe e appunti custoditi al suo interno sono a rischio e, con essi, la memoria del Paese che quelle pagine raccontano.
Scrittori, intellettuali, giornalisti e librai si sono mobilitati per salvare la biblioteca. Tra i primi a lanciare l’allarme c’è Stefania Auci, scrittrice della saga dei Leoni di Sicilia, da settimane in primo piano sugli scaffali di tutte le librerie, che ha sottolineato come “il rischio è di perdere due tipi di memoria: quella dei singoli, che passa attraverso lo scempio doloroso delle case sventrate e dei brandelli di vita comune esposti agli occhi di tutti, e la memoria collettiva custodita, appunto, all’interno di quella biblioteca, frutto e volontà di un intellettuale di Niscemi che aveva a cuore la conservazione della storia della propria città”.
Un invito forte, che è stato accolto anche da altri scrittori siciliani, come la finalista al Premio Strega Nadia Terranova, che difende il desiderio degli abitanti di Niscemi di non abbandonare la propria terra e quanto meno salvare la memoria storica della biblioteca, affinché “che torni prima possibile a essere un luogo di conforto e confronto”. Dello stesso avviso è Barbara Bellomo, autrice della “Biblioteca dei fisici scomparsi” che sottolinea quanto salvare il contenuto della biblioteca “significherebbe proteggere l’identità stessa della comunità, con la sua storia e il suo futuro”.
La preoccupazione per la biblioteca è condivisa da tutta la comunità. “C’è il vissuto, il sacrificio, la memoria e il domani degli abitanti di Niscemi”, commenta Giusy Sciacca, autrice di “Virità femminile singolare plurale” e “D’amore e di rabbia”. “È un archivio di memorie e testimonianze, è la filiera di un’identità che rafforza radici e futuro. Lasciarla morire è uno scempio” rincara Elvira Saminara, scrittrice di “In Sicilia con Franco Battiato”. Il sentimento comune è che abbandonare la biblioteca a se stessa significhi abbandonare anche una parte della propria identità e del proprio passato – lasciandola crollare nel vuoto cadrebbe con essa anche le possibilità di poter ricominciare, ripartendo dalle proprie radici, ora spezzate dal costone franato.
Francesco Musolino, autore di “Giallo Lipari”, dà voce a ciò che tutta la comunità vorrebbe dire, invocando l’intervento delle istituzioni regionali e nazionali per mette in sicurezza i volumi e avviarne il recupero. La risposta del sindaco di Niscemi, tuttavia, è stata chiara: “Il recupero dei 4 mila libri, in questa fase, è pericolosissimo”, dal momento che l’edificio è in bilico sul ciglio della frana. L’intento è, se sarà possibile, di recuperare qualcosa quando l’emergenza cesserà.
