Il 27 gennaio non è solo una data sul calendario, ma un monito che si rinnova ogni volta che la società civile sceglie di non dimenticare. Nel 2026, l’Italia risponde all’anniversario della liberazione di Auschwitz con un fitto tessuto di eventi culturali che spaziano dalle installazioni d’avanguardia alle cerimonie solenni, unendo le grandi città in un unico coro di riflessione contro la disumanizzazione.
A Torino, il Polo del ‘900 lancia un messaggio di forte attualità: il ricordo è l’unico argine contro le discriminazioni che ancora oggi tentano di mettere radici. Tra le iniziative spicca l’omaggio a Bruno Segre e una retrospettiva fotografica che ripercorre ottant’anni di lotta alla deportazione, affiancata da anteprime cinematografiche e spettacoli teatrali che celebrano la resistenza intellettuale.
Spostandosi verso la costa e i canali, la rassegna internazionale “Segrete Tracce di Memoria” raggiunge la sua diciottesima edizione. Nata a Genova, questa manifestazione trasforma luoghi storici e simbolici in spazi di dialogo intergenerazionale. Il progetto quest’anno tesse un filo rosso che collega Genova a Venezia, Milano e persino Budapest, utilizzando l’arte contemporanea come linguaggio universale per costruire percorsi di pace.
Milano si conferma un fulcro centrale delle celebrazioni. Il Memoriale della Shoah al Binario 21 apre le sue porte alla cittadinanza con visite gratuite, mentre la Casa della Memoria e il Museo del Risorgimento esplorano il trauma del ritorno alla vita civile dei sopravvissuti attraverso installazioni sonore e approfondimenti biografici. Anche gli Archivi di Stato milanesi contribuiscono con orazioni civiche accompagnate da musica dal vivo, ribadendo l’importanza del documento storico come prova inconfutabile.
La Toscana risponde con percorsi suggestivi: a Firenze, l’antico carcere delle Murate e il Museo Novecento offrono visite guidate focalizzate sugli artisti che si opposero agli orrori del regime, mentre a Colle Val d’Elsa inaugurano le “Stanze della Memoria”, dedicate alla resistenza locale.
Nella Capitale, il palinsesto “Memoria genera Futuro” invade Roma con oltre quaranta appuntamenti. Il programma capitolino non si limita a ricordare la Shoah, ma estende il pensiero a tutte le minoranze perseguitate dal nazifascismo. Tra recital pianistici che esplorano il repertorio ebraico e proiezioni di capolavori del cinema come “La Tregua”, la città invita a riscoprire anche i luoghi fisici della memoria, a partire dalle visite guidate nell’antico Ghetto.
Infine, il Sud Italia affida il ricordo alla potenza della musica e degli archivi. A Napoli, il Teatro San Carlo celebra la ricorrenza con le note del “Nabucco”, mentre gli Archivi di Stato svelano frammenti del Talmud e documenti inediti sugli internati in Irpinia e Puglia. In tutta la penisola, le istituzioni culturali si fanno custodi di una verità che non deve sbiadire, dimostrando che la cultura è, oggi più che mai, lo strumento più efficace per educare alla libertà.
