È scomparso questa mattina Enzo Bianchi, all’ospedale Mollinette di Torino, dove si trovava da qualche giorno ricoverato. Nato a Castel Boglione, in provincia di Asti, si era trasferito a Bose, allora in stato di abbandono nel 1966, con l’intento di farvi nascere una comunità monastica. Oltre la vocazione monacale Bianchi fu anche prolifico saggista, esperto biblista e fondatore della casa editrice Edizioni Qiquajon. La sua ultima apparizione pubblica risaliva a maggio scorso, quando era stata presentata a Torino un volume di padre Antonio Spadaro, segretario del Dicastero della Cultura in Vaticano ed ex direttore della rivista Civiltà Cattolica.
Al 2017 risaliva la controversia con papa Francesco, di cui aveva molto sofferto, riguardo un fisiologico cambio alla guida della Comunità di Bose, richiesto dal pontefice per evitare un’eccessiva concentrazione di potere nella persona di Bianchi. Alla fine aveva deciso di lasciare la carica, fondando una nuova comunità monastica non lontano da Bose. Per tutta la vita Enzo Bianchi è rimasto un punto di riferimento della Chiesa progressista, intervenendo spesso sui quotidiani nazionali, in particolare su La Stampa, la sua morte lascia un vuoto nei cuori di molti.