Una notte dopo l’altra, un podio dopo l’altro. L’Italia si prende la scena agli Europei di atletica di Birmingham e guarda tutti dall’alto del medagliere. Sono 19 le medaglie azzurre: 8 ori, 6 argenti e 5 bronzi, un bottino che racconta la profondità e la qualità di una squadra capace di imporsi in pista, in pedana e sulla strada.
La sessione mattutina dell’ultima giornata ha aggiunto altri preziosi tasselli a un mosaico già straordinario. Pietro Riva ha conquistato la medaglia d’argento nella maratona, al termine di una gara di grande solidità. L’oro è andato al tedesco Amanal Petros, mentre il bronzo è finito al collo dell’israeliano Gashau Ayale. Diciottesimo l’altro azzurro Ahmed Ouhda.
Riva ha costruito il suo podio con pazienza, arrivando al finale ancora con energie da spendere. «Dal 40° km stavo bene e mi sono rilassato e ho atteso la volata», ha raccontato al traguardo. «Sono felice di aver conquistato l’argento. Ringrazio anche Meucci che è sempre stato il mio idolo». Una medaglia che premia fiducia e gestione della gara, ma anche una convinzione precisa: «Su strada mi trovo bene, c’è una componente mentale. Ero fiducioso nei miei mezzi».
Dalla maratona maschile è arrivata anche un’altra soddisfazione per la spedizione azzurra. Con il 21° posto di Giovanna Epis nella prova femminile, l’Italia ha conquistato una medaglia nella classifica a squadre, che tiene conto della somma dei tempi delle atlete di ciascuna nazione. L’oro è andato alla Gran Bretagna. La gara individuale è stata invece vinta dalla finlandese Alisa Vainio, davanti all’ungherese Lili Anna Vindics-Tóth e alla britannica Abbie Donnelly. Ottima prova per le azzurre Rebecca Lonedo, sesta, e Sofiia Yaremchuk, settima.
Se c’è una specialità che a Birmingham ha assunto i contorni dell’impresa è la marcia. Massimo Stano ha conquistato l’oro nella maratona di marcia, davanti allo spagnolo Miguel Ángel López e al francese Quinion. Quinto Riccardo Orsoni. Per il pugliese è il coronamento di un obiettivo inseguito con determinazione: «Oggi non mi poteva fermare nulla e nessuno, perché ero davvero focalizzato su questo obiettivo».
Ancora più clamorosa l’impresa di Sofia Fiorini, medaglia d’oro nella maratona di marcia con il nuovo record del mondo di 3h15’11”. La 22enne toscana ha dominato la prova e ha tagliato il traguardo davanti alla polacca Zdzieblo e alla spagnola Raquel Gonzalez. «L’oro mi dà la sensazione di leggerezza», ha spiegato. «La maratona richiede pazienza. Quando ho avuto il segnale sono partita. Mi sono divertita».
Nella mezza maratona di marcia, Francesco Fortunato ha conquistato l’argento e Andrea Cosi il bronzo nella gara vinta dallo spagnolo Paul McGrath. Fortunato ha riconosciuto il valore dell’avversario: «L’argento vale sicuramente tanto. Ovviamente speravo nella vittoria». Per Cosi, invece, il bronzo ha avuto il sapore della rinascita: «Questo podio riesce a dare un senso a una stagione che era andata sempre male».
Al femminile, Alexandrina Mihai ha conquistato l’argento in 1h31’04”, precedendo allo sprint l’ucraina Olyanovska. Oro alla fuoriclasse spagnola Maria Perez, quinta Antonella Palmisano.
Tra le immagini simbolo di questi Europei c’è senza dubbio quella di Nadia Battocletti. La trentina ha completato una straordinaria doppietta, vincendo prima i 5.000 metri e poi i 10.000, confermandosi regina del mezzofondo continentale.
Nei 5.000 ha chiuso in 15’37″84, precedendo la spagnola Marta Garcia e l’altra azzurra Micol Majori, medaglia di bronzo.
Poi il secondo capolavoro nei 10.000 metri, chiusi in 31’41″18. Battocletti ha ancora una volta aspettato, osservato, gestito. E quando è arrivato il momento decisivo ha cambiato ritmo, lasciando alle avversarie soltanto la possibilità di guardarla andare verso il secondo oro.
«Mi sono divertita un sacco», ha raccontato. «Dovrei dirmi: Nadia, guarda che sei davvero forte». Parole che sintetizzano bene la maturità raggiunta da un’atleta ormai stabilmente ai vertici europei.
A Birmingham è tornato a brillare anche Gianmarco Tamberi, medaglia d’oro nel salto in alto. Il campione azzurro ha conquistato il titolo superando 2,32 metri, al termine di una gara vissuta con la consueta intensità.
Tamberi ha battuto l’ucraino Oleh Doroshchuk e ha potuto festeggiare davanti alla figlia Camilla, presente sugli spalti nel giorno del suo primo compleanno. Una serata da ricordare, soprattutto dopo un periodo complicato.
Al suo fianco sul podio c’è una seconda bandiera italiana: Matteo Sioli ha conquistato la medaglia di bronzo, fermandosi prima per un leggero infortunio.
La prima grande gioia italiana di Birmingham era arrivata dal getto del peso. Leonardo Fabbri ha vinto la medaglia d’oro con 22,31 metri, confermandosi campione d’Europa. Ma il trionfo è stato ancora più bello perché alle sue spalle si è piazzato l’altro azzurro Zane Weir, medaglia d’argento con 21,12.
Una doppietta che ha immediatamente dato il tono alla spedizione italiana: non soltanto medaglie, ma dominio nelle specialità.
Altra grande protagonista è stata Dariya Derkach, medaglia d’oro nel salto triplo con 14,60 metri, nuovo personale e miglior misura europea stagionale. Un successo arrivato dopo un 2025 difficile e due interventi alle caviglie. «La serata più bella della mia carriera», ha detto l’azzurra.
Nel triplo maschile, invece, è arrivato il trionfo di Andy Diaz, medaglia d’oro con 18,15 metri, nuovo record italiano. Alle sue spalle il portoghese Pedro Pichardo, fermo a 17,76.
Per Diaz è stata anche una rivincita sportiva inseguita per anni: «Era un salto che stavo cercando da tempo». E pensando a Pichardo ha aggiunto: «È stata una rivincita con Pichardo che mi portavo da Tokyo e poi da Roma».
Il quadro delle medaglie comprende anche il prezioso argento di Sara Fantini nel martello, terzo podio consecutivo per la campionessa italiana nella rassegna continentale.
E poi il bronzo di Fausto Desalu nei 200 metri, arrivato dopo un combattutissimo fotofinish, con l’azzurro terzo in 20″26. Una medaglia dal valore particolare, perché premia una lunga carriera ai massimi livelli.
Sul fronte del mezzofondo, il bronzo di Micol Majori completa la straordinaria doppietta di Battocletti nei 5.000. Nella marcia, come detto, gli altri podi hanno ulteriormente allargato il medagliere.
Non sono mancate, naturalmente, le delusioni. Le staffette 4×100 hanno vissuto una giornata amara: le azzurre hanno chiuso al quarto posto, mentre la squadra maschile è stata squalificata dopo l’infortunio di Filippo Ceccarelli, che nell’ultima frazione ha perso il testimone.
Anche l’infortunio di Mattia Furlani, costretto a interrompere la stagione dopo il problema al bicipite femorale destro, ha rappresentato una delle note più dolorose della rassegna.
Birmingham ha restituito un’Italia capace di vincere con i suoi campioni affermati e, allo stesso tempo, di scoprire nuovi protagonisti. Dalla pista alla pedana, dalla marcia alla strada, gli azzurri hanno mostrato una profondità raramente vista.
E mentre resta ancora un’ultima sessione da vivere, una certezza è già scolpita: l’Italia è stata grande protagonista d’Europa.