Giovedì 20 agosto alle ore 18 verrà presentato dal Museo dei Bambini de L’Aquila, all’interno di Palazzo Spaventa, il secondo appuntamento della mostra itinerante “TITO, 100 anni attraverso la forma”. Promossa con la collaborazione di TRA/eVOLTE APS e inserita nel programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, ha anche il sostegno del Comune del capoluogo abruzzese.
Il progetto, partito a giugno da Roma, è stato realizzato in occasione del centenario della nascita di Ferdinando Amodei, in arte “Tito”, e proseguirà il suo viaggio prima a L’Aquila, per poi passare alla 53esima edizione del Premio Sulmona | To THINK – l’arte lascia un Segno. In mostra sono presenti opere di collezioni private che testimoniano il lavoro eclettico e di ricerca svolto dall’artista, e durante la serata sarà presentata una pubblicazione contenente i saggi e i contributi più importanti e firmati da critici d’arte tra i più autorevoli.
La prefazione della pubblicazione è a cura di Sandra Leone, che scrive che “la forma mantiene in sé una doppia natura: visibile, come limite e confine, contenitore e materia, e invisibile, come contenuto e significato. Si fa portavoce e mezzo di un messaggio che, nel rivelarsi, si cela sotto una veste nuova. […] È immagine ma anche concetto mentale arbitrario e/o convenzionale. Elementi inseparabili, il cui rapporto è talmente molteplice e labile da costituire a sua volta una varietà smisurata di visioni o interpretazioni, come le si voglia chiamare. Visioni a cui Tito si è sempre rifiutato di dare parola per non esaurirsi nel circolo vizioso di senso legato alla finitezza del referente linguistico”.
Ma chi è Tito? Pittore, scultore e incisore nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926, ha vissuto a Roma dal 1966, dove nel ’70 ha fondato Sala 1 – Centro Internazionale d’arte sperimentale. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, è nel ’64 che inizia la sua attività espositiva in Italia e all’estero, con la sua produzione artistica che è entrata a far parte di decorazioni come affreschi, vetrate e mosaici in spazi pubblici, principalmente chiese e luoghi sacri. Tito privilegiava infatti la passione di Cristo, realizzando la Via Crucis in bronzo nei Sassi di Matera, il grande fregio di trenta metri in terracotta del Collegio Massimo all’EUR di Roma e i mosaici (250 metri quadra ti) nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno.
Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo, tra le quali: Albertina di Vienna; Art Gallery e Museum Kelvingrov di Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; Museo di Gand, Belgio (Raccolta di Jan Hoet); Musei Vaticani; Museo Stauròs di San Gabriele; Museo Bargellini di Cento; Museo Nazionale della Grafica di Roma; Collezione della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri; Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. Muore a Roma il 31 gennaio del 2018, all’età di 91 anni.
