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Cent'anni di Turandot: torna a Verona lo spettacolo di Zeffirelli

L'ultima opera del compositore lucchese inaugura venerdì 7 agosto il ciclo di sei rappresentazioni dell'Opera Festival 2026. Sul palcoscenico dell'Anfiteatro torna il celebre allestimento di Franco Zeffirelli con gli straordinari costumi premio Oscar di Emi Wada, un cast internazionale di grandi interpreti e la direzione musicale di Andrea Battistoni e Francesco Ivan Ciampa.

Cent'anni di Turandot: torna a Verona lo spettacolo di Zeffirelli
Immagine presa da "Arena di Verona"
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5 Agosto 2026 - 12.22 Culture


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Dal 7 agosto, all’arena di Verona, le note di Turandot tornano a risuonare nell’anfiteatro romano, riportando in scena una delle opere più amate e spettacolari del repertorio lirico internazionale. Fiaba senza tempo fatta di amore, enigmi, sacrificio e redenzione, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini celebra nel 2026 il centenario della sua prima rappresentazione assoluta, avvenuta il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano.

Per l’occasione, Fondazione Arena ripropone uno degli spettacoli più apprezzati dal pubblico: il monumentale allestimento firmato da Franco Zeffirelli, con le scenografie dello stesso regista, gli splendidi costumi della premio Oscar Emi Wada e le luci di Paolo Mazzon. Una produzione che, dal debutto areniano nel 2010, è diventata un classico del Festival grazie alla sua spettacolarità cinematografica, alla ricchezza visiva e alla capacità di valorizzare le grandi masse artistiche dell’anfiteatro.

Sul podio si alterneranno Andrea Battistoni, direttore veronese di fama internazionale già direttore musicale del Teatro Regio di Torino e impegnato stabilmente anche a Tokyo e Sydney, e Francesco Ivan Ciampa, già protagonista dei gala inaugurali del Festival. Sei le rappresentazioni in programma: 7, 14, 21 e 27 agosto, quindi 3 e 11 settembre, tutte con inizio alle ore 21. A dare voce alla principessa Turandot saranno due grandi interpreti del repertorio pucciniano: Anna Pirozzi, protagonista di quattro recite, e il soprano statunitense Lise Lindstrom, impegnata nelle rappresentazioni del 21 e del 27 agosto.

Il ruolo del Principe Ignoto sarà interpretato dal tenore SeokJong Baek nella serata inaugurale del 7 agosto e successivamente da Yusif Eyvazov. Grande attenzione anche per il personaggio di Liù, cuore emotivo dell’opera, affidato a tre interpreti di primo piano: Mariangela Sicilia nella prima recita, Lisette Oropesa – al debutto assoluto nel ruolo – nelle rappresentazioni del 14, 21 e 27 agosto, e Maria Agresta il 3 e l’11 settembre. Completano il cast Alexander Vinogradov, Timur nella serata inaugurale, alternato nelle recite successive a Michele Pertusi; Gezim Myshketa nel ruolo di Ping; Matteo Macchioni e Saverio Fiore che si alterneranno come Pong e Pang; Carlo Bosi nel ruolo dell’imperatore Altoum e Ankhbayar Enkhbold, al suo debutto in Arena, nel ruolo del Mandarino. D

ebutto anche per il nuovo Coro di Voci Bianche di Fondazione Arena di Verona, formato dai giovani allievi del primo anno dei corsi propedeutici e avanzati. Le parti del Principe di Persia e delle ancelle saranno invece affidate agli artisti del Coro della Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani. In scena, accanto all’Orchestra areniana, anche centinaia di mimi, figuranti e il Ballo di Fondazione Arena coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, con le coreografie di Maria Grazia Garofoli.

Turandot rappresenta il testamento artistico di Giacomo Puccini (1858-1924), ispirato all’omonima fiaba teatrale settecentesca di Carlo Gozzi. Il libretto porta la firma di due illustri veronesi, Giuseppe Adami e Renato Simoni. Il compositore lavorò all’opera per diversi anni senza riuscire a completarla: la morte, avvenuta nel novembre 1924, interruppe infatti il lavoro proprio durante il duetto finale. Per consentirne la rappresentazione, l’editore affidò il completamento dell’opera a Franco Alfano, che sviluppò gli appunti lasciati da Puccini integrandoli con una propria elaborazione musicale.

A un secolo dalla sua nascita, Turandot è oggi uno dei pilastri del repertorio lirico mondiale. L’Arena di Verona ne fu tra i primi grandi palcoscenici all’aperto, accogliendola già nel 1928, prima fra tutte le opere pucciniane. Nel corso dei decenni il ruolo della principessa e quello del Principe Ignoto sono stati interpretati in Arena da alcuni fra i più grandi artisti della storia dell’opera: Georges Thill, Giacomo Lauri Volpi, Franco Corelli, Giuseppe Di Stefano, Gianfranco Cecchele, Bonisolli, Nicola Martinucci, Plácido Domingo, José Cura, Salvatore Licitra, Maria Caniglia e Maria Callas.

La forza di Turandot continua a risiedere nell’infallibile senso teatrale di Puccini e in una partitura tra le più innovative della sua produzione. Alla consueta ricchezza melodica il compositore affianca infatti una straordinaria ricerca timbrica, con richiami ad antiche melodie popolari cinesi, armonie ardite, una scrittura orchestrale sontuosa e una tavolozza sonora di eccezionale modernità. La vicenda, sospesa tra favola e dramma, alterna enigmi, scene corali di grande impatto, dichiarazioni d’amore, crudeltà, ironia e sacrificio, fino al celeberrimo “Nessun dorma”, una delle pagine più conosciute dell’intera storia dell’opera. Lo spettacolo ideato da Franco Zeffirelli restituisce pienamente questa dimensione fiabesca attraverso un’imponente macchina scenica, sontuosi costumi e un sapiente utilizzo delle masse artistiche, confermando la tradizione dei grandi allestimenti spettacolari che hanno reso celebre l’Arena di Verona nel mondo.

Dopo la prima del 7 agosto, già prossima al sold out, Turandot tornerà in scena il 14, 21 e 27 agosto e il 3 e l’11 settembre, sempre alle ore 21, per celebrare il centenario di un capolavoro che continua a emozionare il pubblico di tutto il mondo.

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