Gianna Nannini, da cinquant'anni nell'anima degli italiani

L’uscita del singolo "America inc" ,con Dardust e Marracash, anticipa la pubblicazione di una nuova edizione di California, ristampa dello storico album del 1979.

Gianna Nannini, da cinquant'anni nell'anima degli italiani
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18 Luglio 2026 - 18.20 Culture


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di Manuela Ballo

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Ci sono copertine destinate a segnare la storia non solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello visivo. E’ il caso della copertina dell’ultima versione di  “America” di Gianna Nannini. Nel cambiamento delle immagini sta il cambiamento dell’interpretazione artistica.

L’album delle origini “California”, che conteneva il pezzo “America”, suscitò scalpore e scandalo: era il lontano ’79  e cantare così apertamente il sesso non fu gradito dai benpensanti. Ma fu graditissimo dai giovani di mezzo mondo. Qualche giorno fa, la stessa Gianna Nannini per dare avvio ai festeggiamenti dei suoi 50 anni ha voluto dare una rinfrescata a quel singolo riproponendolo e rivisitandolo con il contributo di Marracash . Ne esce fuori con un duetto di voci che si intrecciano per tonalità e verve espressiva ma soprattutto con un ritratto nuovo: un’”America inc” che suggerisce l’idea di un Paese che si è trasformato in azienda, potere o macchina commerciale.

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Quel sogno dell’America dove Kerouac e Patty Smith  conquistavano il cuore dei rivoltosi  con le loro poesie e le loro ballate non c’è più. Basta guardare anche per un attimo a come quel grande Paese s’è ridotto.  Nell’immagine del singolo riproposto spicca una statua ben lontana da quella colossale e fiera raffigurata sulla copertina del disco del ’79. Quella statua è oramai ridotta a un simbolo liquido; una statua in stato di liquefazione.

Gianna torna così, ancora una volta, a unire i gusti e le tendenze di generazioni diverse e a sperimentare, con la consueta imprevedibilità che da sempre accompagna il suo percorso artistico, le forme espressive della musica. Non bisogna mai dimenticare che Gianna Nannini, proprio nella sua tesi di Laurea all’università di Siena, aveva esplorato, da un punto di vista etnoantropologico, il rapporto tra il corpo e la voce. Sperimentare è dunque nel suo dna. La sua è una storia fatta di una lunga serie di trasformazioni, provocazioni, incontri e scelte coraggiose. Per capire dove potrà arrivare. Basta ripercorrere a volo d’uccello la lunga via di questi passaggi artistici.

Un passaggio obbligato ci porta all’ 84, a “Fotoromanza”. E’ la consacrazione definitiva: Gianna Nannini era diventata una protagonista della musica italiana ed europea. L’album in cui era inserita era “Puzzle”  una canzone  che riusciva a tenere insieme la melodia sentimentale con la  tensione irrequieta che aveva caratterizzato i suoi primi lavori. Per non parlare poi del videoclip diretto da un grande maestro di regia come Michelangelo Antonioni.

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Pochi anni dopo, due per la precisione, arrivò “Bello e impossibile”, uno dei pezzi simbolo degli anni Ottanta, contenuto nell’album “Profumo”. L’artista usciva già dai confini nazionali e la sua voce arrivava a espandersi in Germania, Austria e Svizzera, una conferma dell’affermazione europea di un’artista capace di superare i confini linguistici entrando nella musica più popolare senza diventare prevedibile.

Nel 1990 la sua voce finì invece per accompagnare un intero Paese. Insieme a Edoardo Bennato scrisse e interpretò “Un’estate italiana”, composta da Giorgio Moroder e scelta come canzone ufficiale dei Mondiali di calcio in Italia. Quelle “notti magiche” entrarono nell’immaginario collettivo andando ben oltre il torneo sportivo. Il brano diventò il racconto di un’estate, di un’attesa e di un entusiasmo nazionale che ancora oggi viene immediatamente associato all’ Italia degli anni ’90.

Nei primi anni Novanta, inoltre, sperimentò il rapporto con la musica popolare. In particolare con quella toscana dalla  quale nasce la collaborazione con Caterina Bueno. Questo incontro ispirerà l’album “X forza e X amore”, un disco in cui fonde le sonorità rock con il folk toscano e nel quale trasuda la sua passione per la sua città e la sua contrada, L’oca. 
All’interno di quell’album, la Nannini incide una sua versione rock di Maremma (nota anche come Maremma Amara), lo storico canto rurale dell’Ottocento che Caterina Bueno aveva recuperato dalle campagne toscane e reso celebre in tutto il mondo. Qualche anno dopo quelle sonorità, quel modo di vivere la sua terra e di rappresentare i personaggi che l’avevano abitata, l’artista compone con immenso coraggio, in collaborazione con la scrittrice Pia Pera,  uno dei suoi capolavori, un’opera rock sulla Pia dei Tolomei. Il celebre personaggio dantesco diventa un’icona di passione e di rivolta femminile: le strazianti note accompagnate dal suo timbro vocale rendono perpetuo un passaggio come quello sulla “dolente Pia”.

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Un’altra svolta importante arrivò nel 2006 con “Sei nell’anima”. L’ennesima dimostrazione che non apparteneva soltanto alla stagione dei grandi successi degli anni Ottanta e Novanta. La ballata, più intima e vulnerabile rispetto alle provocazioni degli esordi, riportò Gianna ai vertici delle classifiche e trascinò l’album “Grazie”, diventato uno dei lavori più fortunati della sua discografia. Era cambiato il suono, era cambiato il modo di raccontare i sentimenti, ma restava intatta la capacità di trasformare una fragilità personale in qualcosa in cui milioni di ascoltatori potessero riconoscersi.

La carriera di Gianna Nannini è costruita su una continua alternanza tra rottura stilistica  e riprese di stili già usati. E’ il suo marchio di fabbrica. Ogni volta che il pubblico ha creduto di averne compreso fino in fondo il suo stile, lei lo cambia. Rovesciando la tavolozza delle note musicali.

Quale sia il progetto per festeggiare i suoi 50 anni di artista non è dato sapere, tranne alcune anticipazioni . Lei è abituata a tenere nascoste le carte fino all’ultimo. Ma sicuramente qualcosa le frulla in mente e non sarà solo esibizione di routine o pane battezzato per le televisioni e i media. Prepariamoci a qualche colpo a sorpresa. Ci sarà da divertirsi.

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