Mondiali 2026: i calciatori dell'Iran potranno entrare negli Usa solo il giorno prima delle partite | Giornale dello Spettacolo
Top

Mondiali 2026: i calciatori dell'Iran potranno entrare negli Usa solo il giorno prima delle partite

La notizia è stata rivelata da Abolfazl Pasandideh, ambasciatore della Nazionale asiatica in Messico

Mondiali 2026: i calciatori dell'Iran potranno entrare negli Usa solo il giorno prima delle partite
Preroll

redazione Modifica articolo

7 Giugno 2026 - 19.13 Culture


ATF

Definirla una scelta discutibile è forse eufemistico. Potrebbero bastare queste poche parole per descrivere la decisione degli Stati Uniti, uno dei tre Paesi ospitanti del Mondiale di calcio che partirà l’11 giugno, di far entrare nel suo territorio la Nazionale iraniana solamente un giorno prima delle partite, con la compagine asiatica che dovrà poi tornare in Messico immediatamente dopo la fine dei tre incontri valevoli per la fase a gironi della competizione.

A rendere nota la notizia è stato l’ambasciatore iraniano in Messico Abolfazl Pasandideh, il quale ha anche spiegato che la squadra del Medio Oriente è stata informata delle restrizioni imposte dalle autorità americane. Nel corso di un incontro con i giornalisti lo stesso rappresentante diplomatico ha poi aggiunto: “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno”. A causa delle tensioni tra Washington e Teheran, che ormai vanno avanti da mesi, negli scorsi giorni la “spedizione” iraniana ha optato per Tijuana, in Messico, come sede del ritiro per questa Coppa del Mondo, rinunciando a quella inizialmente prevista di Tucson (Arizona) per motivi di sicurezza.

A margine di questo “sgarbo” degli Stati Uniti Mehdi Taj, Presidente della Federazione calcistica iraniana, si è così espresso: “Non possiamo prevedere fino a che punto continuerà il sabotaggio statunitense. I governanti americani sono così disprezzati che nessuno vuole andare in quel Paese, ma i Mondiali si tengono lì e dobbiamo andarci”. 

Mancano solo 4 giorni alla cerimonia inaugurale di apertura di questo Mondiale, ma la sensazione è che le questioni “extra-campo” terranno banco ancora per molte settimane. E questo va tutto a sfavore del calcio, che come tutti gli sport dovrebbe unire e non dividere le persone.

Native

Articoli correlati