L’intelligenza artificiale continua a dividere Hollywood, ma trova sempre più sostenitori tra i grandi nomi del cinema. L’ultimo a esporsi è Martin Scorsese, che ha annunciato la collaborazione con Black Forest Labs, startup tedesca specializzata nella generazione di immagini e video attraverso modelli di AI.
Il regista entrerà nella società come consulente e investitore, utilizzando la tecnologia sviluppata dall’azienda per la realizzazione degli storyboard, gli elaborati visivi che permettono di progettare e pianificare un film prima dell’inizio delle riprese.
Secondo Scorsese, il cinema è un linguaggio ancora giovane e in continua evoluzione, motivo per cui è necessario mantenere un atteggiamento aperto nei confronti delle innovazioni tecnologiche che possono contribuire al processo creativo.
La posizione del regista si inserisce in un dibattito sempre più acceso nell’industria audiovisiva. Tra i sostenitori dell’intelligenza artificiale figura anche James Cameron, che già nel 2024 era entrato nel consiglio di amministrazione di Stability AI. Per il creatore di Avatar, l’AI rappresenta una risorsa utile per ottimizzare i costi degli effetti speciali, pur mantenendo centrale il ruolo degli interpreti e della creatività umana.
Un approccio condiviso anche da Demi Moore, che recentemente ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia ormai una realtà con cui il settore dovrà necessariamente confrontarsi.
Di segno opposto la posizione di Guillermo del Toro, tra i più critici verso le tecnologie generative. Il regista messicano ha più volte ribadito il proprio disinteresse nei confronti dell’AI, rivendicando il valore di un cinema realizzato esclusivamente da persone. Anche Steven Spielberg ha espresso cautela, dichiarandosi favorevole a un utilizzo limitato delle nuove tecnologie come supporto tecnico, ma contrario a un loro coinvolgimento nella scrittura e nell’ideazione delle storie.
Sul tema restano particolarmente vigili anche i sindacati del settore. Negli Stati Uniti, le organizzazioni che rappresentano sceneggiatori e attori hanno già ottenuto accordi specifici per tutelare il lavoro umano dall’eventuale sostituzione tramite sistemi di AI. Contratti che dovranno essere nuovamente discussi nei prossimi mesi.
L’attenzione è alta anche in Europa e in Italia. A febbraio l’attore e doppiatore Luca Ward ha registrato il proprio timbro vocale per difendersi da possibili utilizzi non autorizzati generati artificialmente. Una scelta che segue iniziative analoghe adottate da diverse personalità internazionali per proteggere immagine, voce e identità digitale.
Tra innovazione, opportunità economiche e interrogativi etici, il rapporto tra cinema e intelligenza artificiale continua dunque a evolversi, delineando scenari che potrebbero ridefinire il modo in cui film e contenuti audiovisivi verranno concepiti e realizzati nei prossimi anni.
