L'Ungheria cambia verso. Vince Peter Magyar | Giornale dello Spettacolo
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L'Ungheria cambia verso. Vince Peter Magyar

Sconfitto Viktor Orban dopo sedici anni di governo assoluto. Magyar appare come il segnale di una domanda diffusa di rinnovamento istituzionale, trasparenza e riavvicinamento ai principi dello stato di diritto. Per Bruxelles una boccata d'ossigeno.

L'Ungheria cambia verso. Vince Peter Magyar
Peter Magyar
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Marcello Cecconi Modifica articolo

12 Aprile 2026 - 22.13 Culture


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Si avvia alla fine la democrazia “illiberale” dell’Ungheria e, di conseguenza, migliorerà il clima con Bruxelles. Lo hanno deciso il 78% degli ungheresi che si sono recati alle urne, 10% in più delle ultime elezioni, scegliendo Peter Magyar. L’ex braccio destro pentito di Viktor Orban, pronosticato in tutti i sondaggi che hanno anticipato il voto, alla fine è stato premiato dagli ungheresi e, a due terzi dello spoglio, ha già ottenuto la quantità di seggi utili alla composizione del suo nuovo Governo.

Tutto è avvenuto dopo una campagna elettorale polarizzata come se fosse stata la consueta battaglia fra conservatori e progressisti, ma in effetti è stata solo una sfida tutta interna alla destra conservatrice. Da un lato il conservatorismo liberale aperto al dialogo con l’Europa e che non si fida né di Putin e nemmeno di Trump di Magyar, dall’altro il conservatorismo illiberale, più vicino alla Russia che a Bruxelles, di Orban.

Stavolta la campagna elettorale di Orban è sempre stata accompagnata dal fantasma del rivale, la paura di perdere era annunciata tra accuse di complotti di intelligence straniere che avrebbero aiutato Magyar. Alle 21,15, a spoglio ancora in corso, Orban aveva già riconosciuto la vittoria del rivale con una telefonata di congratulazioni.

La vittoria elettorale di Péter Magyar segna una possibile svolta storica per l’Ungheria, aprendo una fase di transizione che potrebbe a ridisegnare non solo gli equilibri interni ma anche il ruolo del Paese nello scacchiere continentale. Dopo anni di governo caratterizzati da un forte accentramento del potere, l’ascesa di Magyar appare come il segnale di una domanda diffusa di rinnovamento istituzionale, trasparenza e riavvicinamento ai principi dello stato di diritto.

Sul piano interno, le aspettative sono alte: riforma del sistema giudiziario, maggiore libertà per i media e un recupero del dialogo tra società civile e politica. Tuttavia, il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare il consenso elettorale in un’agenda economica concreta, evitando il rischio di instabilità o di scontro con apparati ancora legati al passato.

A livello europeo, una Ungheria guidata da Magyar è una boccata d’ossigeno per l’Unione Europea, riducendo le tensioni che negli ultimi anni hanno spesso isolato Budapest. Ciò potrebbe favorire una maggiore coesione su temi cruciali come politica migratoria, stato di diritto e integrazione economica.

Difficile capire se sarà un cambiamento strutturato, di sicuro il messaggio delle urne è chiaro con una parte significativa della società ungherese che chiede di voltare pagina, e l’Europa osserva con attenzione, consapevole che da Budapest potrebbe arrivare un segnale capace di influenzare l’intero equilibrio politico del continente.

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