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Offensiva congiunta Usa-Israele: attacco “preventivo” contro l’Iran

Operazione “Il ruggito del leone” e “Furia epica”: raid su oltre 30 obiettivi iraniani. Trump avverte le Guardie Rivoluzionarie: “Deponete le armi o affronterete una morte certa”. Missili su Israele, sirene da Tel Aviv al Golan. Tensione altissima nella regione, l’Italia pronta a evacuare i connazionali.

Offensiva congiunta Usa-Israele: attacco “preventivo” contro l’Iran
Mahsa / Middle East Images / Middle East Images via AFP - Ill fumo si alza a Teheran dopo l'attacco di Israele (Fonte: Agi.it)
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Francesca Anichini Modifica articolo

28 Febbraio 2026 - 11.59 Culture


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Un “attacco preventivo” per “rimuovere le minacce allo Stato”. Con queste parole il governo israeliano annuncia, alle prime luci dell’alba, l’avvio delle ostilità contro l’Iran, in un’operazione militare condotta congiuntamente agli Stati Uniti che apre uno scenario di guerra su larga scala in Medio Oriente.

A ufficializzare l’inizio dell’offensiva è il ministro degli Esteri Israel Katz, che parla di un’azione necessaria per neutralizzare i pericoli provenienti da Teheran e preannuncia la possibilità di un’immediata rappresaglia “con missili e droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile”. L’operazione è stata denominata “Il ruggito del leone” da Israele e “Furia epica” dagli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato dal New York Times citando un funzionario americano, i raid hanno colpito almeno 30 obiettivi e sono stati lanciati da basi Usa in Medio Oriente e da portaerei, con attacchi via aria e via mare. Nel mirino non solo i siti nucleari, ma l’intero apparato militare iraniano. Tra gli obiettivi, riferiscono media israeliani e fonti dell’opposizione iraniana, anche la struttura presidenziale e l’aeroporto di Teheran. In alcune aree della capitale l’accesso a internet è stato interrotto.

La televisione israeliana parla di “decine di morti” tra i pasdaran, comprese figure chiave. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo l’agenzia statale Irna, sarebbe rimasto illeso. La Guida suprema Ali Khamenei sarebbe stata trasferita in un luogo sicuro fuori da Teheran.

La risposta iraniana non si fa attendere. L’Idf comunica su X che missili sono stati lanciati verso Israele e invita la popolazione a raggiungere i rifugi. Per la prima volta dopo mesi risuonano le sirene d’allarme in tutto il Paese, da Tel Aviv alla Cisgiordania, dal Golan alla Galilea. I sistemi di difesa intercettano diversi vettori, ma esplosioni vengono avvertite a Tel Aviv nella tarda mattinata.

L’onda d’urto si estende alla regione: esplosioni vengono segnalate in Bahrain, dove ha sede una base americana, ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti e a Doha in Qatar. Ufficiali iraniani promettono una risposta “schiacciante”.

Dalla sua residenza di Mar-a-Lago, il presidente Donald Trump segue l’evolversi degli eventi e diffonde un video messaggio di otto minuti sulla sua piattaforma Truth. “L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”, afferma. “Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare”. Poi l’ultimatum alle Guardie Rivoluzionarie: “Deponete le armi e sarete trattati giustamente con immunità totale o affronterete una morte certa”. Un appello rivolto anche al popolo iraniano affinché “prenda il controllo del proprio governo”.

Parole accolte con favore dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ringrazia il “grande amico” Trump per la sua “leadership storica”. Il presidente americano sostiene che un accordo era stato tentato ma rifiutato da Teheran. A confermarlo è il mediatore dell’Oman, Badr Albusaidi, reduce dall’ultimo round di colloqui a Ginevra: l’Iran aveva accettato di non accumulare mai uranio arricchito, ma si era rifiutato di discutere altre richieste statunitensi, dalla gittata dei missili balistici al sostegno agli alleati regionali come Hamas, Hezbollah e gli Houthi.

Secondo il New York Times l’offensiva sarà più estesa rispetto ai raid di giugno contro gli impianti nucleari iraniani, mentre la CNN riferisce che Washington starebbe pianificando attacchi per diversi giorni.

In Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni convoca una riunione telefonica del governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani segue la situazione “in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran e Tel Aviv” e riunisce la Farnesina. Al momento non risultano criticità per i connazionali, ma l’Italia si dice “pronta all’evacuazione” dei cittadini ancora presenti in Iran.

Il conflitto, iniziato come un’operazione definita “preventiva”, rischia ora di trasformarsi in una guerra dalle conseguenze imprevedibili.

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