A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, questa vicenda resta ancora una ferita aperta. Come ogni anno, si è svolta a Fiumicello Villa Vicentina, suo paese d’origine, la giornata di commemorazione in ricordo del giovane ricercatore friulano.
Dal palco dell’evento “Parole, immagini e musica per Giulio”, il padre Claudio Regeni ha ricordato che dieci anni sono un lungo periodo, ma per la famiglia significano soltanto una tappa nel loro lungo percorso, un cammino che sperano possa riprendere presto con il processo e con una sentenza della Corte costituzionale, ringraziando chi continua a star loro accanto. Ha poi sottolineato come Giulio incarni una generazione di giovani aperti mentalmente e attenti agli altri, spesso fraintesa, richiamando anche il recente caso di Alberto Trentini, conclusosi positivamente.
Alla commemorazione si è affiancata anche l’uscita del docu-film Tutto il male del mondo, che torna a chiedere risposte mai arrivate sul rapimento e sull’omicidio del ricercatore. Il film è stato presentato in anteprima proprio nella giornata dell’anniversario e proiettato a Fiumicello Villa Vicentina.
Non è mancato un messaggio per i genitori e per il sindaco, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito il rapimento e il barbaro assassinio di Giulio Regeni una ferita ancora aperta nel corpo della comunità nazionale. Un pensiero affettuoso è stato rivolto a Paola e Claudio Regeni, indicati come esempio di coraggio e determinazione nella ricerca della verità, un’esigenza condivisa dagli italiani, ma non solo. Una vita “ignobilmente spezzata”, ha ribadito Mattarella, ricordando che verità e giustizia non possono accettare compromessi, anche a tutela principi fondanti del nostro ordinamento e delle relazioni internazionali. Ha inoltre espresso rispetto e gratitudine verso chi, in questi anni, ha lavorato con dedizione per rispondere alla sete di verità storica e giudiziaria.
Resta centrale, ha concluso il presidente della Repubblica, la piena collaborazione delle autorità egiziane con la magistratura italiana, ancora oggi un banco di prova decisivo per accertare i fatti e assicurare i responsabili alla giustizia. Nella ricorrenza dolorosa, la Repubblica ha rinnovato la propria vicinanza alla famiglia Regeni e l’impegno a onorare la memoria di Giulio, facendo luce sulle circostanze e sulle responsabilità che hanno segnato il suo tragico destino.
Giulio Regeni fu rapito al Cairo il 25 gennaio 2016, mentre stava svolgendo una ricerca sui sindacati egiziani per il suo dottorato all’università di Cambridge. Il suo corpo, segnato dalle torture, venne ritrovato il 3 febbraio successivo lungo l’autostrada per Alessandria. Aveva 28 anni. Da allora, sono passati dieci anni di silenzi, ostacoli e depistaggi, ma anche di una richiesta di giustizia che non si è mai spenta.