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Il papilloma non è più una malattia solo esclusivamente femminile

Per diversi anni l’HPV è stato considerato una malattia esclusivamente femminile, legato al tumore della cervice uterina, oggi attraverso degli studi sappiamo che anche gli uomini possono contrarre l’infezione.

Il papilloma non è più una malattia solo esclusivamente femminile
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23 Gennaio 2026 - 15.26 Culture


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di Christopher Catania

In Italia il numero di persone che contraggono il virus HPV (papilloma virus) è in aumento. L’infezione, tra le più diffuse al mondo, colpisce in maniera indifferente sia donne che uomini e, nella maggior parte dei casi, si tratta di un’infezione temporanea, che si risolve spontaneamente senza sintomi, ma in altri può portare a conseguenze molto gravi.

Negli uomini l’HPV può provocare condilomi genitali e aumentare il rischio di tumori del pene, dell’ano e del cavo orale. Nonostante tutto ad oggi non esiste uno screening maschile come invece avviene per le donne con il PAP-test e l’ HPV-test.

Per diversi anni l’HPV è stato considerato una malattia esclusivamente femminile, legato al tumore della cervice uterina, oggi attraverso degli studi sappiamo che anche gli uomini possono contrarre l’infezione. Secondo i dati epidemiologici, circa un uomo su tre sopra i 15 anni è portatore di un ceppo di HPV, nel 22% dei casi si tratta di varianti ad alto rischio.

È altrettanto in aumento il numero di genitori che preferisco non vaccinare i figli e, in particolare, i maschi, questo perché non hanno la piena consapevolezza della pericolosità della malattia, e perché diffusa era l’idea che si trattasse di una malattia legata solo al sesso femminile; sette genitori su dieci, infatti,  credono che questa forma di prevenzione non sia utile, e otto su dieci ritengono che non sia una malattia grave. A indagare sull’approccio dei genitori è stato il progetto europeo “Perch”; infatti, è emerso che circa il 40% dei genitori ha dichiarato di aver paura degli effetti collaterali e a questo si aggiunge che 6 su 10 non sanno che il vaccino è gratuito.

Secondo quanto sostiene Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, consigliere Omceo Roma e coordinatrice della Commissione età evolutiva “La disinformazione e i falsi miti sono sicuramente tra i principali motivi per cui molte persone esitano o rifiutano il vaccino anti HPV, nonostante sia uno dei vaccini più studiati e sicuri”. Il ministero della Salute ha mostrato i dati, secondo cui in Italia nessuna regione ha raggiunto il 95% delle coperture, che variano da un massimo di 77% raggiunto in Lombardia al 23% della Sicilia.

La prevenzione più efficace contro l’HPV è il vaccino chiamato nonovalente, in grado di proteggere contro 9 ceppi del virus. Il vaccino potrebbe prevenire quasi tremila morti l’anno in Italia dovuti ai tumori correlati all’infezione. Questa malattia comprende oltre 120 diverse tipologie (sierotipi o ceppi). Le varianti HPV 6 e HPV 11 sono due delle più note tipologie a basso rischio, mentre HPV 16 e HPV 18 rappresentano i più comuni ceppi ad alto rischio. In Italia la vaccinazione è offerta gratuitamente dal sistema sanitario nazionale a ragazze e ragazzi dall’undicesimo anno di età, quasi tutte le regioni hanno esteso la gratuità ai ragazzi fino a 18 anni, mentre alle ragazze fino i 26 anni. L’efficacia della somministrazione del vaccino è consigliata prima dei 14 anni momento in cui il sistema immunitario al vaccino è più elevato, ma vaccinarsi in età adulta resta comunque una scelta di consapevolezza per la propria salute, i dati mostrano che la protezione è di lunga durata senza la necessità di richiami.

Data la rilevanza di questa malattia, si è tenuto il 14 gennaio 2026, un convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, l’evento intitolato Promuovere la salute, educare alla prevenzione: il ruolo condiviso contro l’HPV”. Si compie nell’ambito del progetto europeo SHIELD (Strategies for Health Interventions to Eliminate Infection-related Cancers), di cui l’Istituto Superiore di Sanità è partner scientifico.

Il convegno ha portato alla luce degli scenari molto importanti. Secondo quanto riporta Salute Domani Il presidente dell’Iss Rocco Bellantone afferma che “Siamo purtroppo ancora lontani dall’obiettivo di vaccinare il 95% dei ragazzi e delle ragazze di 11-12 anni entro il 2030,e restano ampie differenze nella copertura vaccinale tra una regione e l’altra. Diseguaglianze culturali e territoriali non possono né devono impedire l’accesso a questo strumento così importante. Pediatri, medici di famiglia, genitori, insegnanti, ginecologi, devono promuovere la vaccinazione perché la prevenzione è un diritto di tutti. È necessario spiegare ai ragazzi che vaccinandosi, proteggere innanzitutto se stessi e che, riducendo la circolazione delle protezioni, proteggere anche gli altri, e alle loro famiglie, chiediamo di compiere questo atto di responsabilità, che diventa anche, poi, sempre, un atto d’amore”.

Il progetto SHIELD pone l’obbiettivo di contrastare i tumori di origine infettiva attraverso modelli di prevenzione, ponendo particolare attenzione sulla patologia da HPV. Il punto principale dell’iniziativa è rappresentato da un progetto pilota nelle scuole, con l’obbiettivo di promuovere formazione, consapevolezza e prevenzione tra studenti, insegnanti e famiglie, intese come centri nevralgici per l’educazione sanitaria. L’evento mira a esaminare l’attuale scenario della prevenzione primaria e secondaria contro l’HPV, analizzando le principali criticità, facilitando un dialogo tra settore medico e quello scolastico per costruire un approccio condiviso alla promozione della salute.

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