Il 2026 della Ferrari comincia da Fiorano | Giornale dello Spettacolo
Top

Il 2026 della Ferrari comincia da Fiorano

Nuovo regolamento, nuova filosofia: la SF-26 è il punto di partenza del nuovo corso di Maranello. Il ritorno alla vernice lucida, un rosso più profondo e la presenza di inserti bianchi restituiscono alla SF-26 un’immagine più classica.

Il 2026 della Ferrari comincia da Fiorano
La nuova Ferrari sf 26 (fonte: Ufficio stampa Ferrari)
Preroll

redazione Modifica articolo

23 Gennaio 2026 - 19.44 Culture


ATF

di Lilia La Greca

La Ferrari ha scelto Fiorano per presentare la SF-26, il 23 gennaio, in uno di quei luoghi che a Maranello servono prima di tutto per guardarsi allo specchio. Non è stata una presentazione fatta per stupire, ma per segnare un passaggio. Con questa monoposto la Scuderia Ferrari entra ufficialmente nella Formula 1 del 2026, un campionato che cambia tutto insieme, telaio, motori, carburanti e filosofia tecnica, e che impone anche ai team più legati alla tradizione di ripensare il proprio modo di intendere la prestazione.

Il nuovo ciclo regolamentare voluto dalla Fia ridisegna il concetto stesso di monoposto: aerodinamica semplificata, meno dipendenza da soluzioni estreme, maggiore attenzione all’efficienza e all’integrazione dei sistemi, oltre all’introduzione di carburanti sostenibili e a una power unit in cui la componente elettrica assume un ruolo centrale. In questo contesto Ferrari ha chiarito fin da subito che la SF-26 non è un’evoluzione delle vetture precedenti, ma un progetto nato da zero, pensato per interpretare regole nuove e un linguaggio tecnico completamente diverso.

Guardando la macchina, questa scelta appare evidente. Le forme sono più pulite, i volumi più compatti, l’insieme trasmette l’idea di una vettura progettata per essere compresa prima ancora che spinta al limite. È una Ferrari meno aggressiva nelle soluzioni apparenti, ma più coerente con una Formula 1 che oggi premia la capacità di gestire la complessità piuttosto che l’intuizione isolata. Anche dal punto di vista meccanico il messaggio è lo stesso: la scelta delle sospensioni push-rod su entrambi gli assi va nella direzione di una macchina prevedibile, stabile e più facile da leggere nello sviluppo, in una fase in cui capire conta quanto andare forte.

Al centro della SF-26 c’è una power unit V6 turbo ibrida completamente nuova, sviluppata secondo il regolamento 2026 della Formula 1. L’eliminazione della MGU-H, l’aumento del contributo elettrico e l’uso esclusivo di carburanti sostenibili raccontano bene la direzione presa dalla Formula 1: meno laboratorio della potenza estrema, più piattaforma di sperimentazione tecnologica responsabile. Ferrari ha lavorato su questo motore con un approccio che privilegia l’integrazione e l’efficienza complessiva, più che la ricerca del singolo picco prestazionale.

A dare voce a questo cambiamento è stato anche il team principal Fred Vasseur, che durante la presentazione ha parlato apertamente di inizio di una nuova era, sottolineando il peso del lavoro di squadra e la necessità di affrontare la stagione con realismo. «La SF-26 è il risultato di un enorme lavoro di squadra. È l’inizio di un percorso completamente nuovo», ha spiegato Vasseur, lasciando intendere come, almeno nella fase iniziale, l’obiettivo principale sarà la comprensione della vettura più che il risultato immediato. I primi test, a partire da quelli di Barcellona, serviranno soprattutto a validare le scelte fatte in fase di progetto e a raccogliere dati in un contesto tecnico ancora pieno di incognite.

Il cambiamento si riflette anche nell’aspetto. Il ritorno alla vernice lucida, un rosso più profondo e la presenza di inserti bianchi restituiscono alla SF-26 un’immagine più classica, quasi rassicurante. Non è una scelta puramente estetica, ma un segnale di identità in un momento di forte trasformazione. In un paddock dove molti cercano l’aggressività visiva, Ferrari ha scelto una comunicazione più misurata, coerente con l’idea di solidità e continuità che vuole trasmettere.

La SF-26, però, non è una promessa di vittoria né un punto di arrivo. È una base, un primo passo in una Formula 1 che ha cambiato lingua e regole del gioco. Ferrari sembra aver accettato che oggi non si vince imponendo una singola soluzione geniale, ma interpretando meglio degli altri un ecosistema complesso fatto di efficienza energetica, affidabilità e capacità di sviluppo. In questo equilibrio tra tradizione e trasformazione nasce il nuovo corso di Maranello, con la consapevolezza che il vero giudice, come sempre, sarà la pista.

Native

Articoli correlati