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Le 7 tendenze di viaggio per il 2026

Lentezza, significato, connessione con gli altri e natura al centro delle esperienze per ritrovare autenticità e benessere

Le 7 tendenze di viaggio per il 2026
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19 Gennaio 2026 - 21.42 Culture


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In un mondo sempre più pervaso dal digitale, il trend dei viaggi per il nuovo anno, secondo alcuni report di settore, sta andando – anzi, tornando – verso il cosiddetto “meaningful travel”, specialmente da parte delle nuove generazioni: un viaggio come esperienza che, prima di tutto, arricchisca il viaggiatore, privilegiando la ricerca di autenticità, consapevolezza e valore personale, in un percorso di connessione emotiva e culturale; qualcosa di molto diverso dal correre attraverso un itinerario fitto di mete.

Secondo il Global Travel Trends Report 2025, infatti, il 70% dei Millennial e della Gen Z (ossia come noto, rispettivamente, i nati tra 1981 e 1996 e tra 1997 e 2012, che hanno dunque tra i 46 e i 14 anni) desidera pianificare percorsi che valorizzino l’esperienza del viaggio in sé, mentre lo studio “The evolving role of experiences in travel” di McKinsey e Skift evidenzia che il 52% della Gen Z è disponibile ad investire cifre elevate in esperienze da ricordare rispetto al 29% dei Baby Boomer, ossia padri e nonni, nati tra il 1946 e il 1964, che hanno tra gli 80 e i 62 anni.

Sempre McKinsey segnala un conseguente cambio di linguaggio: su Instagram l’hashtag Never stop exploring contrassegna ormai circa 30 milioni di post di una generazione che viaggia soprattutto alla ricerca della crescita personale, come poteva avvenire tra gli anni ‘60 e ’90 del secolo scorso, e fa impressione scoprire che, a livello globale, si tratta di un mercato che vale tra 1 e 3 trilioni di dollari.

Il fenomeno dello slow-mo travel”, ossia rimanere più a lungo, fare meno e vivere di più, è una concreta declinazione della tendenza del “viaggio significativo”. Come riportato da Forbes, molti viaggiatori, spinti inizialmente dalla paura di essere “tagliati fuori” (particolarmente sentita da Baby Boomer e Generazione X, ossia i nati tra 1965 e 1979) scelgono mete iconiche, ma poi, una volta arrivati, rallentano il ritmo e prolungano le soste, vivendo ogni tappa con maggiore intensità e concentrandosi su un coinvolgimento culturale più profondo.
Rosa Giglio, a capo del marketing e della comunicazione di BWH Hotels, commenta così questa tendenza: “Oggi il viaggio è paradossalmente un invito a fermarsi, a concedersi pause rigenerative e a ritrovare il piacere di attività semplici e creative. Significa immergersi nella natura, ascoltare i luoghi e lasciarsi trasformare dall’incontro con culture diverse”.

In questo nuovo scenario di turismo consapevole, emergono 7 micro-tendenze, che danno voce ad altrettanti bisogni, che molto probabilmente caratterizzeranno il 2026:

fermarsi e “resettare” la mente: riposando per ricaricarsi, migliorando la salute mentale, trascorrendo del tempo nella natura e magari scoprendo destinazioni meno battute;

mettere al centro la semplicità e il contatto autentico con la natura: non più mete affollate o itinerari complessi, ma luoghi dove fermarsi più a lungo e vivere con maggiore consapevolezza, con un ritmo più lento per ritrovare equilibrio;

– praticare attività silenziose e contemplative (come birdwatching, pesca o osservazione di insetti);

– vivere l’immersione nel cielo notturno: guardare il cielo diventa un’esperienza terapeutica che favorisce benessere e serenità, come dimostrano studi recenti;

trasformare il mito del West in un’esperienza di viaggio autentica e immersiva: escursioni a cavallo, falò sotto le stelle e cucina campestre, per uno stile di vita più lento, selvaggio ma raffinato, dove conta l’essenziale;

– la terapia del blu e del beige: il biologo Wallace J. Nichols ha coniato il termine blue mind per descrivere il benessere profondo che nasce dalla vicinanza con l’acqua, e che si sviluppa anche a contatto con i paesaggi desertici;

– i grandi raduni: dopo anni di isolamento, cresce il desiderio di condividere relazioni autentiche, di ritrovare una socialità condivisa, che sia in famiglia, con gli amici o in gruppi composti da persone di diverse generazioni. Perché il vero lusso è avere tempo da vivere insieme.

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